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Non lasciatevi abbagliare da mode ed effetti speciali che non vi servono. Il telefonino è uno strumento che usate tutti i giorni e deve rispondere alle vostre esigenze pratiche. Ecco come fare a riconoscere un CELLULARE PRATICO.


Usare troppo il cellulare rincoglionisce!


Leggendo il titolo avrete pensato all'ennesima menata sulle radiazioni dei telefoni cellulari ma non è di quello che parliamo qui, bensi di quanto l'abuso del telefono cellulare, e degli smartphone in particolare, ci privi di tempo prezioso per pensare, riflettere, decidere e maturare, contribuendo all'instupidimento generale verso cui la popolazione occidentale sembra ormai irrimediabilmente avviata.



A volte mi capita di trovarmi su di un autobus (nella mia città è impossibile parcheggiare) al mattino presto, ancora intontito dal sonno, con la mia coscienza che riemerge gradualmente suggerendomi le questioni più "urgenti" da valutare ed affrontare nella mia giornata, nella mia settimana o addirittura nella mia vita futura.
Vicino a me c'è sempre, immancabilmente, una tizia che chiacchiera al cellulare, con l'amica o il fidanzato di turno, e non smette per tutto il tragitto, nonostante duri spesso più di mezz'ora. Ma che avranno da dirsi alle otto del mattino? Io nemmeno risponderei se il mio cellulare squillasse a quell'ora, ma per fortuna chi mi conosce lo sa, e comunque spesso mi dimentico addirittura di accenderlo fino a mezzogiorno!
Tutt'intorno a me c'è altra gente che parla al cellulare e sempre più persone completamente perse nel display del proprio smartphone a guardare insulsi post su facebook che si susseguono a migliaia sulle loro pagine frequentate da centinaia di "amici" che magari nemmeno conoscono nella vita reale.

Da sempre l'uomo ha sfruttato i momenti di solitudine e di attesa per riflettere sul proprio ruolo nel mondo e prendere decisioni anche importanti. Ricordo di aver sempre impiegato i tragitti in treno o in autobus, le attese dal dentista o le file in posta per pensare a questioni che richiedevano la mia attenzione: un brutto litigio con un amico, una relazione amorosa che non funziona più, un regalo da comprare, un viaggio da programmare. Spesso ho preso decisioni che hanno cambiato direzione alla mia vita proprio in quei momenti! Per non parlare dei libri e delle riviste che ho letto, delle persone che ho incontrato e conosciuto, delle cose belle che ho visto semplicemente guardandomi intorno invece di avere lo sguardo fisso sui pochi pollici di uno schermo digitale.
Tutto questo sfruttando una occasionale condizione, la solitudine, tutt'altro che deprecabile, e da cui soltanto chi è stupido fugge perennemente, per paura di trovarsi solo con la propria pochezza.

Ma oggi non si è più "soli" mai, neanche in bagno. Recentemente ho incontrato un conoscente che non vedevo da tempo e abbiamo iniziato a chiacchierare. Ogni pochi secondi la nostra conversazione veniva disturbata da dei suoni provenienti dal suo smartphone: erano le notifiche di WhatsApp! Fortunatamente si tratta di una persona intelligente ed ha confessato di esserne infastidito anche lui, che lo stava solo provando, e lo avrebbe disattivato la sera stessa. Ma ormai la maggior parte della gente vive in una condizione continua di overdose da comunicazione, per colpa degli smartphone e delle connessioni flat in mobilità.

A tutti costoro vorrei dire una cosa che potrà sembrare brutale, ma tutte le lezioni utili lo sono (chi vi adula ha sempre un interesse nello scoraggiarvi dal progredire): staccate la connessione e riponete in tasca o in borsa il vostro cellulare; guardatevi intorno, parlate con la gente che vi circonda, riflettete sulla direzione presa dalla vostra vita! Non abbiate paura di restare soli con i vostri pensieri perchè, come in tutte le cose, senza pratica si perde l'abitudine a farlo, e smettere di pensare non è condizione auspicabile. Solo chi non ha una personalità ha bisogno di sentirsi costantemente connesso con il "branco", per supplire alla propria mancanza di idee: le notifiche di WhatsApp servono a riempire il silenzio che altrimenti alberga nella loro testa. Meditate gente, meditate... almeno quelli tra voi che ancora sono in grado di farlo.

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